Fondazione dell’Alfa Romeo

venerdì 24 giugno 1910 (110 anni fa)

Fondazione dell’Alfa Romeo: La città di Napoli ha un ruolo centrale nella storia della celebre casa automobilistica italiana specializzata in vetture sportive. Qui, nel 1906, l’imprenditore francese Alexandre Darracq passò dalla produzione di biciclette a quella di automobili, dando vita alla Società Italiana Automobili Darracq.

La lontananza dal cuore del mercato automobilistico, tutto concentrato al Nord, costrinse Darracq a spostare la sede a Milano, realizzando l’opificio del Portello. La forte concorrenza di Renault e della neonata Fiat portarono l’azienda sull’orlo del fallimento e alla successiva vendita, nel 1910, a un gruppo di finanzieri lombardi che le cambiarono il nome in « A.L.F.A. », acronimo di « Anonima Lombarda Fabbrica Automobili ».

Cinque anni dopo entrò nel capitale della società l’ingegnere napoletano Nicola Romeo, comportando il definitivo cambio di nome in Alfa Romeo. L’epoca dei grandi successi arrivò negli anni Venti con l’ingresso di piloti del calibro di Enzo Ferrari e Antonio Ascari e con la vittoria del primo campionato del mondo di automobilismo della storia nel 1925. Altri trionfi arrivarono nel dopoguerra, rispettivamente nel 1950 e nel 1951, con le prime due edizioni del Campionato Mondiale di Formula 1.

Passata al Gruppo Fiat nel 1986, la « casa del Biscione » visse una prima fase positiva con la berlina 164 e dal 1997 la svolta decisiva con il lancio della 156, dalla linea più sportiva e dalla tecnologia innovativa. Nel 2010, a celebrazione del centenario, venne presentata la versione moderna della mitica Giulietta, risultata seconda all’edizione 2011 del premio « Auto dell’anno ».

D’apres http://www.mondi.it/almanacco/06/24/

L’ALFA e la nascita del marchio Alfa Romeo

 

ALFA 24 HP carrozzata da Castagna

L’origine del marchio è collegata alla fondazione della Società Italiana Automobili Darracq, che nacque a Napoli il 6 aprile 1906.[15][16] Questa azienda, che produceva su licenza alcuni modelli della casa madre francese,[17] alla fine del 1906 fu trasferita a Milano con la realizzazione di uno stabilimento in zona Portello.[18]

Le vendite si dimostrarono insufficienti ad assicurare la sopravvivenza dell’attività produttiva;[18] alla fine del 1909 la società fu posta in liquidazione e venne rilevata da un gruppo di imprenditori lombardi il 24 giugno 1910, quando l’azienda mutò il nome in ALFA (acronimo di « Anonima Lombarda Fabbrica Automobili« ).[4][18] Già nel 1910 fu lanciato il primo modello di autovettura, l’ALFA 24 HP.[4][19] Progettata da Giuseppe Merosi, la 24 HP ebbe buon successo e fu seguita da altri modelli.[20][21]

Nicola Romeo

Prima dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale, le vendite dell’ALFA aumentarono gradualmente, passando dagli 80 esemplari del 1911 ai 272 del 1914, per poi calare ai 207 del 1915.[22] Con l’entrata in guerra dell’Italia (1915), la casa automobilistica entrò in crisi.[9] poiché priva delle risorse necessarie per convertirsi alla produzione bellica.[9][23][24]

La proprietà decise pertanto di vendere l’ALFA alla Banca Italiana di Sconto,[24] che individuò l’acquirente in Nicola Romeo, un ingegnere meccanico di Sant’Antimo.[24][25] Il 4 agosto 1915 Nicola Romeo divenne direttore dello stabilimento del Portello[26] e nel corso di due anni il suo gruppo industriale acquisì il controllo della società, che si concentrò sulla fabbricazione di munizioni, motori aeronautici e attrezzature per miniera, interrompendo temporaneamente la produzione di autovetture.[9] Terminata la guerra Romeo ritornò alla produzione di autovetture[5][27] e ne modificò la denominazione in « Alfa Romeo ».[5] L’atto ufficiale di nascita dell’Alfa Romeo è datato 3 febbraio 1918.[25] La commercializzazione della prebellica ALFA 15-20 HP ricominciò nel 1919.[5][28] Nel 1920 venne lanciata l’Alfa Romeo 20-30 HP, il primo modello da strada a essere commercializzato con la nuova denominazione della società,[25] ma gli affari peggiorarono a causa delle basse vendite[29] dovute all’assenza quasi totale di una rete di concessionari e nella disorganizzazione della società,[29] che iniziò a indebitarsi con le banche.[29] 

D’après Wikipedia.it Leggi di piu..

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